26 Maggio 2016 Roma, Palazzo Giustiniani ore 12

Premio Exodus a Giorgio Napolitano


Ogni tanto la voce si spezza, tradendo l’emozione. Ma a colpire sono ancora una volta la straordinaria lucidità, la passione per la politica che abbatte le barriere, l’ampia prospettiva delle sue riflessioni. L’amicizia sincera nei confronti dello Stato di Israele e del mondo ebraico. Un lungo applauso è seguito quest’oggi, a Palazzo Giustiniani, alla consegna del Premio Exodus conferito dalla città della Spezia al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano per il suo impegno nel rafforzamento dei legami tra Italia e Israele e per la pacificazione del Medio Oriente. Un riconoscimento che il sindaco Massimo Federici ha voluto consegnare a Napolitano assieme al presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e al ministro della Giustizia Andrea Orlando in una occasione particolare: il 70esimo anniversario dalla partenza delle navi che dalle coste della Spezia salparono alla volta della Palestina mandataria, il futuro Stato di Israele, con all’interno alcune migliaia di profughi ebrei scampati alle persecuzioni nazifasciste. Un viaggio preceduto da una grande prova di generosità della popolazione ligure, che si produsse in un impegno umanitario davvero straordinario per quei giorni difficili. “Settant’anni fa la mano tesa della nostra città agli esuli dall’europa delle persecuzioni e dei campi di sterminio rappresentò il primo gesto di riparazione e di amicizia verso quello che doveva diventare lo Stato d’Israele. Nell’ultimo decennio – ha osservato Federici – il presidente Napolitano ha avuto un ruolo illuminato e lungimirante nel valorizzare e cementare il rapporto contemporaneo fra Italia e Israele”. Parole di grande stima anche dal presidente dell’Unione, che ha ricordato le molte occasioni di incontro degli anni passati, il forte rapporto di amicizia personale, il fondamentale contributo apportato da Napolitano nella lotta a ogni forma di estremismo. “In questi anni – ha affermato Gattegna – il presidente Napolitano si è speso in modo determinante per la difesa della Memoria, ma soprattutto per far avanzare la speranza che in Medio Oriente possa consolidarsi un nuovo equilibrio in grado di portare a una pace vera e duratura. Le parole e le azioni sono sempre state all’altezza del suo ruolo. Così come l’impostazione ideolologica e storica che ha dato al suo mandato ce lo fanno apparire come un maestro verso cui portare rispetto, stima e gratitudine”. Commosso per il riconoscimento, il presidente emerito ha ricordato alcune tappe fondamentali del suo impegno. La storica missione svolta nel 1986 in qualità di responsabile degli affari esteri per il Pci, il legame instauratosi con Shimon Peres, le iniziative che hanno portato a cementare un ponte culturale e politico tra i due paesi. E l’emozione per i numerosi omaggi arrivati da Israele, tra cui il conferimento del premio Dan David o ancora la laurea honoris causa dell’Università Ebraica di Gerusalemme. “Ho portato qui con me una colomba, che Peres mi regalò due anni fa. Ce l’ho sempre nelle occasioni più importanti. Spero – ha affermato Napolitano – sia di buon auspicio per tutti noi”. 

 

Fonte: Moked



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