23 Maggio 2016 Sala Dante ore 15:30

‘Exodus’, una menzione speciale a tutti i volontari della solidarietà


La Spezia, 24 maggio 2016 - Spezia porta di Sion, Spezia porta della speranza. Con queste parole ieri il sindaco Massimo Federici ha voluto omaggiare la città che quest’anno celebra il 70esimo anniversario della partenza delle navi Fede e Fenice, l’8 maggio del 1946, alla volta dellaPalestina. L’esodo di migliaia di ebrei verso la ‘terra promessa’ ha segnato una pagina importante della nostra storia, «che – come ha ricordato il capo della giunta – ha visto incontrare personalità straordinarie che si sono distinte per la loro opera nel campo della pace e del dialogo».

È questo il senso del Premio Exodus, che quest’anno ha ricevuto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e che si svolge sotto il patrocinio dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei): «Un modo per fare di quel gesto solidale un tratto fondante della nostra identità e della nostra comunità». Un premio che quest’anno è stato dedicato alla memoria del partigiano Amelio Guerrieri e che verrà assegnato giovedì, a Palazzo Madama, dal sindaco e dal presidente Ucei Renzo Gattegna, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «a riconoscimento del suo costante impegno contro l’antisemitismo, per la difesa dei valori democratici e dei diritti umani, per il rafforzamento dei legami tra Europa e Israele e per la pace in Medio Oriente», ha ricordato ieri Federici nel corso della cerimonia in sala Dante.

Nel maggio del 2011 Napolitano ha infatti ricevuto a Tel Aviv il premio Dan David dalle mani di Shimon Peres che nel 2014 gli consegnò la medaglia d’onorificenza presidenziale israeliana. In sala Dante ieri erano presenti anche i volontari della Caritas diocesana, i militi della Croce Rossa italiana e i membri del gruppo Betania Sermig onlus: tutti, insieme al vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti, hanno ricevuto la menzione speciale 2016 al margine di una cerimonia che ha saputo gratificare l’impegno costante dei volontari nell’ambito della solidarietà e dell’accoglienza, in un particolare momento in cui ci troviamo a fronteggiare l’aiuto a persone svantaggiate, afflitte, come i profughi scappati dalle loro patrie per sopravvivere a guerre e devastazioni e tentare una nuova vita. Sono 320 i profughi attualmente ospitati nelle strutture della diocesi spezzina. «Si tratta di dare un aiuto immediato ai nostri fratelli e di una valore grande per la nostra comunità che si fonda sulla solidarietà» ha detto il vescovo.

di LAURA PROVITINA

Fonte: La Nazione



link per facebook torna in cima alla pagina