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Comunicato stampa

La Spezia, 4 maggio – Mercoledì 6 maggio torna alla Spezia il Premio Exodus. A promuoverlo Regione Liguria, Comune della Spezia e Istituzione per i Servizi Culturali con patrocinio di UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).

 

La Spezia, è conosciuta come Porta di Sion ed è annoverata nell'Elenco dei Giusti. All’indomani del secondo conflitto mondiale, infatti, pur stremata dai bombardamenti, fu al centro di una formidabile gara di solidarietà alle migliaia di profughi ebrei provenienti dai campi di sterminio, che, attraverso la partenza delle navi Fede, Fenice ed Exodus, riuscirono faticosamente a riconquistare la terra di Israele. Tale episodio ha fatto ottenere la Medaglia d’Oro al Valore Civile conferita il 25 aprile 2006 alla città dal Presidente della Repubblica. Un episodio che viene celebrato, a partire dal 2000, con il Premio Exodus.

 

A ricevere il Premio Exodus 2015 sarà Paolo De Benedetti, per il particolare impegno profuso nello studio della tradizione biblica e della teologia ebraica. In questo ambito, il Professor De Benedetti si profila, oggi, come il maggiore studioso italiano. Egli si è dimostrato costantemente capace di approfondire e di veicolare i grandi temi della tradizione del pensiero ebraico, evidenziandone lo straordinario portato etico nel quadro di un instancabile colloquio con le altre grandi identità della cultura occidentale. Negli studi del Professor De Benedetti, le grandi questioni dell’orizzonte biblico appaiono vivificate quali occasioni permanenti di accoglienza nei confronti degli uomini e della loro vicenda esistenziale e spirituale, rinnovando i riferimenti ideali che il Premio Exodus intende rappresentare e promuovere.

 

A consegnare il Premio saranno il sindaco della Spezia Massimo Federici, l’assessore della Regione Liguria Enrico Vesco, l’assessore ai Rapporti con l’Istituzione per i Servizi Culturali Luca Basile e Rabbino Dott. Giuseppe Momigliano, Rabbino Capo Di Genova e della Liguria e Presidente dell'Assemblea dei Rabbini d'Italia.

 

Alla cerimonia di consegna del Premio Exodus 2015, seguirà la conversazione tra Paolo De Benedetti e Brunetto Salvarani dal titolo “Il Paradiso delle piccole cose”, tratto dall’ultimo lavoro di De Benedetti, un ‘intervista uscita recentemente per Imprimatur editore.

Giovedì 7 maggio alle 21 al Teatro Civico è in programma il concerto di Quatuor 4, quartetto d'archi francese impegnato in un programma pensato appositamente per il Premio Exodus. L’evento è inserito nel programma di 'Concerti a Teatro', la rassegna di musica classica promossa dalla Fondazione Carispezia al Teatro Civico.

Il Premio Exodus – ha dichiarato il sindaco della Spezia Massimo Federici, presentando l’edizione 2015 - rappresenta per la città molto di più di un evento. E’ un progetto culturale, attraverso cui La Spezia ha l’ambizione di parlare di sé all’Italia e al mondo. Con l’edizione 2015 l’obiettivo è di traghettare questo Premio verso gli importanti festeggiamenti del 2016 in occasione del Settantesimo anniversario della partenza delle navi Fede e Fenice dal Molo Pagliari della Spezia, a cui stiamo già lavorando. Questa edizione conferma la volontà di rendere ancora più pregnante il significato di questa bellissima pagina della nostra storia, mantenendo la scelta fatta nell’edizione 2014 di spostare il Premio nel mese di maggio, periodo della partenza delle navi, con l’obiettivo di porre questa data come una delle tappe fondamentali del calendario civile della città, ma non solo. Exodus – ha continuato Federici - parla di una città stremata dai bombardamenti che ha saputo essere, in un momento difficilissimo, gentile e accogliente con i superstiti dell’esperienza più tragica che il Novecento ci ha lasciato, la Shoà. Ancora oggi, tanto più in una fase storica che ha i tratti dell’eccezionalità, ci dice che non dobbiamo rassegnarci al male. Ci parla della necessità di affrontare le difficoltà, anche le peggiori, non dimenticando mai la nostra umanità, il coraggio e la generosità”.

 

Il programma

Il Premio Exodus 2015 si terrà mercoledì 6 maggio in Sala Dante (Via Ugo Bassi).

Alle 17.45 la Sala Dante sarà il luogo in cui si terrà la cerimonia ufficiale di premiazione del Premio Exodus 2015, che sarà consegnato a Paolo De Benedetti.

Alle 17.45 si terranno le orazioni ufficiali dell’ dell’assessore ai Rapporti con l’Istituzione per i Servizi Culturali Luca Basile, dell’assessore della Regione Liguria Enrico Vesco, il Rabbino Capo Di Genova e della Liguria e Presidente dell'Assemblea dei Rabbini d'Italia Rabbino Dott. Giuseppe Momigliano e del sindaco della Spezia Massimo Federici.

 

A seguire Paolo De benedetti e Brunetto Salvarani terranno la conversazione la conversazione tra Paolo De Benedetti e Brunetto Salvarani dal titolo “Il Paradiso delle piccole cose”, tratto dall’ultimo lavoro di De Benedetti, un ‘intervista uscita recentemente per Imprimatur editore.

 

Giovedì 7 maggio alle 21 al Teatro Civico è in programma il concerto di Quatuor 4, quartetto d'archi francese impegnato in un programma pensato appositamente per il Premio Exodus. L’evento è inserito nel programma di 'Concerti a Teatro', la rassegna di musica classica promossa dalla Fondazione Carispezia al Teatro Civico.

Sarà un appuntamento musicale di forte impatto emotivo, in cui saranno proposte musiche composte da artisti di origine ebraica, con storie ed esperienze diverse, tra cui Felix Mendelssohn che scelse per motivi professionali di convertirsi al protestantesimo ed Erwin Schulhoff che morì in campo di concentramento. Un collegamento quello creato tra la stagione concertistica della Fondazione e il Premio Exodus.

Info e biglietti: www.fondazionecarispezia.it

 

 

I protagonisti

 

Paolo De Benedetti, nato ad Asti nel 1927, è un teologo e biblista italiano. È stato docente di Giudaismo alla Facoltà teologica dell'Italia settentrionale di Milano e di Antico Testamento agli Istituti di scienze religiose delle università di Urbino e Trento. Ha pubblicato numerosi studi, tra cui “La morte di Mosè e altri esempi” (Bompiani 1978, Morcelliana 2005); “Ciò che tarda avverrà” (Qiqajon 1992); “Quale Dio? Una domanda dalla storia” (Morcelliana 1996); “E il loro grido salì a Dio. Commento all'Esodo” (Morcelliana 2002); “Nonsense e altro” (Scheiwiller, 2002); “Teologia degli animali” (Morcelliana 2007); “Il filo d'erba” (Morcelliana 2009). E’ stato autore di cicli monografici per la trasmissione di Radio Tre “Uomini e Profeti”, curata da Gabriella Caramore. Per molti anni è stato direttore editoriale in alcune delle maggiori case editrici italiane. E’ tra i curatori del Dizionario Bompiani delle Opere e degli Autori.

 

Brunetto Salvarani è docente di Teologia della Missione e del Dialogo presso la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna. Già docente all'Università di Milano-Bicocca, ha tenuto lezioni e collaborato con le Università di Bologna, Padova, Venezia, Siena, Modena-Reggio Emilia e con l'Università Cattolica di Milano. Studioso di teologia narrativa, ha scritto numerosi contributi sul tema della non violenza ed è considerato come uno dei maggiori esperti di dialogo interreligioso.

 

È stato a lungo responsabile del Centro Studi Religiosi della Fondazione San Carlo di Modena, assessore alla Cultura del Comune di Carpi e direttore della Fondazione Fossoli. Attualmente è membro del comitato editoriale della trasmissione Rai “Protestantesimo”. Dirige il movimento e rivista CEM Mondialità e la rivista trimestrale QOL (di cui è anche cofondatore), nata per dare voce alla ricerca biblica, al mondo dell'ecumenismo, al dialogo ebraico-cristiano. Dirige inoltre la collana della EMI Parole delle fedi, per la quale ha scritto Morte (EMI, Bologna 2005) e Gesù (EMI, Bologna 2006). Collabora stabilmente con diverse testate giornalistiche, tra cui Settimana, Jesus e Il Regno.

 

È stato ideatore e promotore del Premio di narrativa sul racconto Arturo Loria, che ogni anno si tiene a Carpi (MO); così come del Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo. Dal 2008 è invece coordinatore scientifico del Festival sull'intercultura "Uguali_Diversi" di Novellara (RE).

 

Da sempre impegnato a favore della pace in Israele-Palestina, ha collaborato a lungo con l'associazione Neve Shalom - Wāħat as-Salām, nata per dimostrare che è possibile la coesistenza pacifica tra Ebrei e Palestinesi sulla base di una mutua accettazione. Dal giugno 2009 è Presidente dell'associazione italiana Amici di Neve Shalom - Wāħat as-Salām.

 

Intellettuale poliedrico: appassionato di musica, fenomenologia del fumetto e cultura popolare, scrive allo stesso modo sul Qohèlet e sui Simpson, passando da Dylan Dog e Tex Willer alla Shoah, da Leonard Cohen e Fabrizio De André alla lotta contro la mafia. Per questa ragione è stata per lui coniata la definizione "teologo-pop".

 

Il Quatuor 4 è composto da quattro musicisti, che si sono formati al Conservatorio Superiore di musica di Parigi e suonano nell’orchestra 'Alma', fondata dalla violinista Anne Gravoin. Hélène Roblin (violino), Laurence Carpentier (viola) e Cyrille Lacrouts sono musicisti dell’Orchestra dell’Opéra di Parigi e Lacrouts è inoltre primo “violoncello solo” dell’Opéra. Si sono esibiti in orchestra o come solisti con direttori quali Gergiv, Whun Chung, Solti, Boulez, Prête e Muti.

 

Il Premio Exodus

La città della Spezia è conosciuta come Porta di Sion ed è annoverata nell’Elenco dei Giusti. Alla fine della seconda guerra mondiale la città fu al centro di una formidabile gara di solidarietà. . Il Golfo della Spezia divenne infatti la base di partenza degli scampati ai lager nazisti, che ora guardavano al mare con la speranza di lasciarsi alle spalle l’Europa degli orrori e di raggiungere la “Terra promessa”. Attraverso la partenza delle navi Fede, Fenice ed Exodus in migliaia riuscirono faticosamente a riconquistare la terra di Israele. Tale episodio ha fatto ottenere alla Spezia la Medaglia d’Oro al Valore Civile conferita il 25 aprile 2006 dal Presidente della Repubblica.

Dal 2000 la città celebra questa straordinaria pagina civile della sua storia con il Premio Exodus, riconoscimento a figure che si sono spese nel campo della solidarietà e della interculturalità e che abbiano offerto un contributo significativo nell'ottica del dialogo internazionale. Hanno ricevuto il Premio Exodus: Moni Ovadia, Elena Lowenthal, Gad Lerner, Emanuele Luzzati, Amos Luzzato, Predgrav Matvejevich, Clara Sereni, Yossi Harel (comandante della nave Exodus), Daniel Oren, Corrado Augias, Massimiliano Fuksas e David Grossman, Shirin Ebadi, Monsignor Vincenzo Paglia, Paolo Mieli, Kibbutz Ramot Menashe.

Il Premio Exodus è organizzato da Comune della Spezia, Istituzione per i Servizi Culturali, Regione Liguria e, dal 2010 vede il patrocinio dell’ U.C.E.I .(Unione Comunità Ebraiche Italiane).

La storia di Exodus

Dall’estate del 1945 alla primavera del 1948 oltre ventitremila ebrei riuscirono dalle acque della Spezia a lasciare clandestinamente l’Italia diretti in Palestina. La potenza mandataria della Palestina, la Gran Bretagna, aveva infatti emesso il Libro Bianco del 17 Maggio 1939 per regolamentare l’afflusso controllato in Palestina di soli 75 mila ebrei in 5 anni. Una misura che fu messa in crisi dalla drammatica situazione europea e contrastata con ogni mezzo dal Mossad Le Aliyà Bet (Istituto per l’immigrazione illegale sorto nel 1938).

A partire dal Maggio 1945 una notevole corrente di ebrei cominciò ad affollare la Penisola e il Mossad Le Aliyà Bet inviò un responsabile in Italia con base a Milano, Yehura Arazi. Altri membri del Mossad furono inviati in Italia tra i soldati della brigata ebraica al seguito degli alleati. La prima nave di profughi, il Dallin (già Sirius) partì da Monopoli il 21 Agosto 1945 con soli 35 immigrati a bordo.

La questione dell’immigrazione ebraica scoppiò come caso internazionale nel Maggio 1946: l’epicentro della crisi divenne il porto della Spezia dove erano in allestimento due imbarcazioni, la Fede di Savona e il motoveliero Fenice, pronte a trasbordare 1014 profughi.

Quell’operazione godette dell’aiuto di tutta la città della Spezia, già stremata dalla guerra e distrutta dai bombardamenti. Proprio il sostegno della gente, resistenza dei profughi, intervento dei giornalisti di tutto il mondo e la visita a bordo di Harold Lasky, presidente dell’esecutivo del Partito Laburista britannico, costrinsero le autorità londinesi – le cui navi bloccavano l’uscita dal porto della Spezia – a togliere il blocco alle due imbarcazioni che salparono dal molo Pirelli a Pagliari alle ore 10 dell’8 Maggio 1946.

L’accoglienza della comunità e la solidarietà delle autorità spezzine convinsero gli organizzatori del Mossad a puntare sulla Spezia con operazioni di maggior peso. Così nella notte tra il 7 e l’8 Maggio 1947 la nave Trade Wins/Tikya , allestita in Portogallo, imbarcò 1414 profughi a Portovenere.

Nelle stesse ore era giunta nelle acque del golfo della Spezia, proveniente da Marsiglia, la nave President Warfield, un goffo e pesante battello adatto a portare turisti giù per il Potomac, da Baltimora a Norfolk in Virginia. La nave venne ristrutturata nel cantiere dell’olivo a Portovenere per la più grande impresa biblica dell’emigrazione ebraica: trasportare 4515 profughi stipati su 4 piani di cuccette dall’altra parte del mediterraneo. L’imbarcazione divenne un simbolo, prese il nome di Exodus, raggiunse le coste della Palestina, venne attaccata dagli inglesi e avviò la nascita dello stato di Israele con tutte le conseguenze che sappiamo.

A narrarci le peripezie dei profughi dello sterminio ebreo ci ha pensato nel 1958 Leon Uris con il celebre romanzo Exodus, tema ripreso nel libro il comandante dell’Exodus di Yoram Kaniuk. A Exodus è dedicato anche un bellissimo film del 1960 di Otto Preminger interpretato da Paul Newman, Peter Lanfoird ed Eva Marie Saint.

La Exodus mosse dal golfo della Spezia ai primi di Luglio del 1947, sostò a Port-de-Bouc, caricò a Séte, fu assalita e speronata dai cacciatorpedinieri britannici davanti a Kfar Vitkin. Ci furono morti a bordo, gente che era sopravissuta ai lager e che finì i suoi giorni a due passi dalla speranza nelle acque tra Netanya e Haifa. Dopodiché gli inglesi rimandarono i profughi ad Amburgo al campo di Poppendorf, un ex lager trasformato in campo di prigionia per gli ebrei.

Il nome di Exodus da allora significò il desiderio di giustizia per l’emigrazione ebraica. Ma solo con la fine del mandato britannico i profughi sarebbero potuti tornare in Palestina.

La Fede, il Fenice e la Exodus si mossero tutte dal golfo della Spezia, una dicitura che non compare nelle carte geografiche israeliane. La Spezia in Israele è infatti indicata col nome di “Schàar Zion” Porta di Sion.

Il 25 Aprile 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito alla Città della Spezia la medaglia d’oro al merito civile per l’aiuto prestato dalla popolazione spezzina ai profughi ebrei scampati alla seconda guerra mondiale. 




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